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Press release #Bosch Group
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Bosch Bari accelera sulla circular economy

Il sito diventa hub europeo per il remanufacturing di componenti diesel

  • Avviato il trasferimento delle attività di rilavorazione pompe di iniezione auto diesel
  • A partire dal secondo semestre 2026, il perimetro delle attività sarà esteso anche agli iniettori auto diesel
  • Il progetto prevede un programma di formazione dedicato
Chiara M. Braccelarghe

Chiara M. Braccelarghe

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Milano– Bosch ha avviato nel 2025 un percorso di trasformazione dello stabilimento di Bari – Tecnologie Diesel S.p.A. – con l’obiettivo di sviluppare un hub europeo dedicato alle attività di remanufacturing di componenti automotive destinati al mercato aftermarket. La prima fase del progetto ha previsto il trasferimento a Bari delle attività di rilavorazione delle pompe di iniezione auto diesel dallo stabilimento Bosch di Jihlava, in Repubblica Ceca. Il percorso è stato accompagnato da un programma di preparazione del layout produttivo, trasferimento e installazione dei macchinari, oltre che dalla formazione delle squadre di collaboratori coinvolte, con l’obiettivo di acquisire le nuove competenze necessarie alle attività di ricondizionamento.

I prodotti interessati saranno inizialmente le pompe di iniezione auto diesel. A partire dal secondo semestre 2026, il perimetro delle attività sarà progressivamente esteso anche agli iniettori auto diesel, ampliando ulteriormente le competenze tecnologiche del sito e rafforzando il posizionamento di Bari nell’ambito dell’aftermarket europeo.

Il progetto rappresenta una risposta concreta al progressivo calo dei volumi produttivi legati al primo equipaggiamento per motori endotermici, segmento a cui lo stabilimento barese è storicamente legato. In questo scenario, l’economia circolare applicata all’automotive consente di valorizzare competenze industriali già presenti nel sito e di orientarle verso attività aftermarket e di ricondizionamento, oggi considerate un segmento di crescita sempre più rilevante per l’estensione del ciclo di vita dei prodotti.

Il remanufacturing è uno degli strumenti con cui Bosch contribuisce concretamente alla circular economy. Attraverso processi industriali dedicati, i componenti usati vengono ritirati, selezionati, rigenerati e sottoposti a controlli funzionali e qualitativi, con l’obiettivo di reimmetterli sul mercato garantendo affidabilità, qualità e valore per officine e clienti finali. Il modello permette di ridurre il consumo di nuove materie prime, valorizzare componenti già esistenti e contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale lungo il ciclo di vita del prodotto.

Il potenziale di business è sostenuto anche dall’evoluzione del parco circolante europeo, caratterizzato da veicoli sempre più longevi e da una domanda aftermarket destinata a rimanere centrale nei prossimi anni. Secondo il report ACEA “Vehicles on European Roads 2025”, basato su dati 2023, le auto in circolazione hanno un’età media di 12,5 anni, un dato che conferma la crescente importanza di soluzioni di manutenzione, riparazione e ricondizionamento capaci di estendere il ciclo di vita dei componenti. In questo scenario, il remanufacturing rappresenta una leva industriale e ambientale concreta: consente di valorizzare risorse già esistenti, offrendo al mercato soluzioni affidabili, competitive e coerenti con i principi dell’economia circolare.

Accanto agli aspetti ambientali e di mercato, il progetto ha un impatto importante sullo sviluppo delle competenze e sull’occupabilità delle persone. Le attività trasferite richiedono nuove competenze produttive, tecniche e di controllo qualità, che vengono sviluppate attraverso un percorso di formazione dedicato. Per lo stabilimento di Bari, questo significa integrare competenze consolidate con capacità legate a diagnosi, revisione, rilavorazione e processi aftermarket.

Con questo progetto, Bari rafforza il proprio ruolo come parte di un network Bosch dedicato all’aftermarket, aumentando le competenze disponibili localmente e contribuendo a un modello industriale più circolare, competitivo e orientato alla sostenibilità. L’obiettivo è valorizzare il know-how del sito e creare le condizioni per acquisire nuove attività, anche in ambiti diversi da quelli storicamente presidiati dallo stabilimento.

Tecnologie Diesel S.p.A.

La sede di Bosch a Modugno (Bari) conta oltre 1.400 collaboratori ed è una delle aziende più rilevanti nel settore automotive presenti nel sud Italia. Il sito si sviluppa su una superficie di circa 240 mila mq ed è composto dall’Area Produzione Tecnologie Diesel S.p.A e dal Centro Studi Componenti per Veicoli S.p.A. Tra i clienti principali dell'azienda rientrano il gruppo Stellantis, Mercedes, Renault, Nissan, Hyundai e Kia.

Nello stabilimento pugliese, tradizione e innovazione procedono di pari passo. Tecnologie Diesel S.p.A. è da sempre attiva nella meccanica di precisione per applicazioni automotive ed oil control e produce componenti per i sistemi di alimentazione motore.

Centro Studi Componenti per Veicoli S.p.A.

I collaboratori dello stabilimento lavorano in stretta sinergia con il Centro Studi Componenti per Veicoli S.p.A., polo di eccellenza nello sviluppo di tecnologie sempre più ecosostenibili e performanti. Il Centro è nato dall’acquisizione da parte del gruppo Bosch della sede del Centro Ricerche Fiat dove, nel 1987, fu progettato il primo motore diesel equipaggiato con il sistema common rail. La storia di CVIT è stata caratterizzata dalle attività per lo sviluppo e l’industrializzazione del sistema, a partire dal supporto alla produzione per i clienti del settore automotive, con il primo entrato in produzione in serie nel 1997.

Negli anni, sono stati impegnati un numero sempre crescente di collaboratori, per la maggior parte ingegneri, che, ad oggi sono oltre 300.

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Il Gruppo Bosch è presente in Italia dal 1904, anno in cui fu inaugurato il primo ufficio di rappresentanza a Milano. Lo sviluppo di Bosch in Italia è proseguito negli anni ampliando notevolmente le aree d’interesse, trasformandosi da semplice sede commerciale a vera e propria realtà industriale. Nel 2025, Bosch Italia con 5.200 collaboratori ha conseguito un fatturato di 2,3 miliardi di euro. Oggi, Bosch Italia, su tutto il territorio nazionale, conta 18 società in 7 sedi con 3 centri di ricerca.

Maggiori informazioni su www.bosch.it, www.bosch-press.it

Il Gruppo Bosch è fornitore leader e globale di tecnologie e servizi. Grazie ai circa 413.000 collaboratori (al 31 dicembre 2025) nel mondo, impiegati nei quattro settori di business Mobility, Industrial Technology, Consumer Goods e Energy and Building Technology, il Gruppo Bosch ha registrato un fatturato di 91 miliardi di euro nel 2025. Con le sue attività di business, Bosch utilizza la tecnologia per contribuire a dare forma a trend globali, come l’automazione, la digitalizzazione, l’elettrificazione e l’intelligenza artificiale. In questo contesto, l'ampia diversificazione di Bosch attraverso regioni e settori rafforza la capacità di innovazione e la solidità. Bosch utilizza la propria competenza nella tecnologia hardware, software e dei servizi per offrire ai clienti soluzioni cross-domain da un'unica fonte. Inoltre, applica la propria esperienza nella connettività e nell'intelligenza artificiale per sviluppare e produrre prodotti intelligenti, sostenibili e di facile utilizzo. Seguendo lo slogan "Tecnologia per la vita", Bosch vuole contribuire a migliorare la qualità della vita e preservare le risorse naturali. Il Gruppo è costituto dall'azienda Robert Bosch GmbH e da circa 500 tra consociate e filiali in oltre 60 Paesi. Se si includono i partner commerciali e di servizi, la rete ingegneristica, di produzione e vendita di Bosch copre quasi tutti i Paesi nel mondo. La base per la crescita futura della società è la forza innovativa, sono circa 82.000 i collaboratori Bosch impegnati in ricerca e sviluppo.

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